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Russare: il sovrappeso può essere una causa?

Per poter essere in forma durante il giorno e affrontare nel migliore dei modi una giornata particolarmente stressante, il corpo ha bisogno di riposare bene. Pertanto da ciò si evince che le ore di sonno sono fondamentali e d’altro canto sono rigeneranti per l’organismo umano.

Purtroppo chi russa di notte non riposa bene, e i dati a tal proposito parlano chiaro. Se i sintomi correlati alla roncopatia (russamento) vengono trascurati si può andare incontro a patologie molto serie. Tuttavia chi russa di notte non se ne accorge e chi sta accanto al russatore dovrebbe metterlo a conoscenza.

La roncopatia è stata anche causa di divorzi o quantomeno ha messo in crisi tante coppie, perché alla lunga apporta disturbi sia fisici che psichici non di poco conto. Naturalmente la salute del russatore è molto più a rischio, soprattutto se durante la notte si verificano episodi di apnea nel sonno.

Le cause del russamento sono innumerevoli e tantissimi sono i fattori che possono incrementare tale disagio. Tutti possiamo russare, uomini e donne, ma le persone in sovrappeso o obese sono a maggiore rischio.
Possiamo affermare dunque, che dimagrendo nel modo corretto la roncopatia così come le apnee notturne potranno essere ridotte e si potrà riposare bene durante la notte e sentirsi carichi e pieni di energia durante il giorno.

Quali sono i principali fattori di rischio per le persone obese o in sovrappeso?

La roncopatia è dovuta alla chiusura parziale delle vie aeree e non riuscendo a far passare l’aria correttamente si genera una sorta di turbolenza che fa vibrare tutti i tessuti molli faringei, ovvero: ugola, palato molle e pilastri palatini.

Quando l’ostruzione diventa completa anziché parziale si generano le apnee che possono durare da qualche secondo a qualche minuto, e non trasmettendo ossigeno al cervello ecco che i polmoni devono fare uno sforzo maggiore nel tentativo di recuperare l’aria. Con il tempo si possono manifestare problemi cardiaci, ipertensione e ictus, oltre a compromettere la qualità di vita.

Da una recente ricerca condotta da alcuni studiosi è stato constatato che le persone obese sopra i 40 anni di età, il rischio di essere colpiti da apnee notturne è molto più alto rispetto alle persone normali : i valori arrivano oltre il 60% per gli uomini e il 40% per le donne.

Cosa fare per poter eliminare il problema?

La prima cosa da fare è cercare di perdere peso come accennato in precedenza e sicuramente partendo da questo presupposto il dilemma potrà essere buona parte ridotto. Infatti è stato comprovato che anche una riduzione del 10% del peso corporeo, si possono già manifestare miglioramenti.

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Se poi la problematica persiste, in tal caso occorre sottoporsi ad un esame per niente invasivo, la polisonnografia. Si tratta di un test che viene eseguito per mezzo di un macchinario, il quale verificherà quante apnee si manifestano. Con l’analisi dei risultati sarà poi possibile eseguire una corretta diagnosi e adottare il giusto trattamento.

L’esame risulta positivo se durante il sonno si verificano più di 10 episodi di apnea.

Gli alimenti che conciliano il sonno, quali sono?

Per poter ridurre la problematica, con o senza chili di troppo è necessario porre attenzione a ciò che si mangia a tavola. Per dormire bene dunque, è fondamentale che a cena si mangino cose adatte. Forse non tutti ne sono a conoscenza, ma ci sono alimenti che favoriscono il sonno altri invece no.

Gli alimenti che non vanno assolutamente assunti prima di andare a dormire sono quelli ricchi di cacao, teina, caffeina, besciamella, fritture, cibi ricchi di grassi o condimenti. Inoltre non bisogna mangiare abbondantemente durante la cena e consumarla almeno 2 ore prima di coricarsi.

Gli alimenti invece da prediligere per conciliare il sonno sono: pesce, carne bianca, legumi, formaggi stagionati, uova e verdura.
Prima di coricarsi è consigliabile consumare una tisana rilassante.

ATTENZIONE: Le informazioni contenute in questo sito sono presentate a solo scopo informativo, in nessun caso possono costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento, e non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica. Si raccomanda di chiedere sempre il parere del proprio medico curante e/o di specialisti riguardo qualsiasi indicazione riportata.